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		<title>La muffa ed i ponti termici</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 15:55:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema delle <b>macchie di muffa</b> è in cima alla classifica delle cause di contenzioso tra venditori e acquirenti nel settore immobiliare, al punto che è stata coniata la definizione di <b>danno da muffa</b>. Ma da che cosa dipendono le <b>macchie di muffa</b> sulle pareti? Esclusa l’eventualità di perdite dalle tubazioni o di umidità da risalita, alla base c’è sempre un problema di <b>isolamento</b> dovuto a un errore nella progettazione o nella realizzazione dell’edificio che causa il passaggio e l’accumulo di umidità in alcuni punti della struttura, da qui la formazione di <b>muffe maleodoranti</b> sulle pareti.</p>
<p>Il problema delle <b>macchie di muffa</b> può dipendere dalla totale mancanza di <b>isolamento nelle pareti</b>, ma da quando si è cominciato a porre un minimo di attenzione alle <b>prestazioni energetiche degli edifici</b> è più facile che la causa sia un insidioso <b>ponte termico</b>, cioè una zona o un punto dove tra la parte interna e quella esterna del muro manca l’isolamento con conseguente passaggio (da qui la definizione di ponte) di umidità da fuori a dentro.</p>
<p>Avete presenti le facciate macchiate di <b>muffa scura</b> di alcuni edifici? Ecco, quello è un <b>ponte termico</b> dovuto alla mancanza totale di <b>isolamento</b> all’interno della parete. Quando invece le <b>macchie di muffa</b> si concentrano negli angoli e nelle giunzioni (vedi foto) significa che l’<b>isolamento</b> manca fra travi e pilastri: le pareti magari sono isolate bene, ma ci si è dimenticati della struttura portante e dato che il cemento armato è un buon conduttore di umidità pilastri e travi diventano <b>ponti termici</b>.</p>
<p>Il problema è aggravato dai fattori climatici: forti escursioni termiche, basse temperature, piovosità e scarsa insolazione fanno proliferare le <b>macchie di muffa</b> in mancanza di un adeguato isolamento. Tipicamente i danni dei <b>ponti termici</b> sono più evidenti nelle zone a clima freddo e nella stagione invernale, quando la differenza di temperatura tra esterno e interno è più elevata. Come per il muschio sugli alberi, la parte preferita da <b>umidità e muffe</b> è quella esposta a nord perché non è scaldata dal sole.</p>
<p>La situazione è delicata e il danno dei <b>ponti termici</b> è sempre duplice: da una parte c’è la dispersione termica di calore che fa salire le spese del riscaldamento (anche oltre il 30% in alcuni casi), dall’altra c’è un problema ancora più serio legato alla salute. La <b>muffa</b>, di diversi tipi, è una colonia attiva di microrganismi fungini e può arrivare a compromettere seriamente la vivibilità di un ambiente anche per chi non ha particolari allergie. Il cattivo odore è l’aspetto meno grave.</p>
<p>Purtroppo quando compaiono le <b>macchie di muffa</b> sui muri e arriva il cattivo odore significa che il problema esiste da tempo e raschiare l’intonaco (cosa peraltro sconsigliabile) non serve a niente. A poco o niente servono anche le vernici iper-chimiche coprenti e sigillanti, che semmai peggiorano ulteriormente la salubrità dell’ambiente. L’unico rimedio possibile è di tipo correttivo e sempre abbastanza costoso.</p>
<p>Prima di qualsiasi intervento serve però capire la vera origine del problema, anche per escludere del tutto la presenza di tubi perdenti o di guasti di altro tipo. In questa operazione è utilissima la <b>termografia a infrarossi</b>, che permette di fotografare la situazione termica dell’intero edificio o della porzione di esso dove si evidenziano le macchie di muffa. La <b>termografia IR</b> serve agli addetti ai lavori per pianificare interventi meno invasivi possibile, ma può servire anche ai privati per verificare lo stato di salute prima di un acquisto o per documentare il problema al venditore che lo aveva nascosto.</p>
<p>Una volta scoperto che le <b>macchie di muffa</b> dipendono dalla mancanza di isolamento nelle pareti o da <b>ponti termici strutturali</b> il rimedio è quasi sempre soltanto un <b>cappotto isolante</b>, che consiste nella’applicare sulla faccia esterna della parete un pannello di materiale isolante ricoperto da un intonaco, rinforzato da un’armatura e completato da uno strato di finitura. Si può fare con diversi materiali isolanti: il sughero biondo (non quello tostato che è un’altra cosa) è uno dei migliori perché è resistente e traspirante, oltre che ecologico.</p>
<p>Il guaio è che il <b>cappotto isolante</b> è un intervento costoso e se si tratta di un condominio occorre che tutti siano d’accordo. Due consigli per evitare il <b>danno da muffa</b>: se state costruendo una casa nuova assicuratevi che sia ben isolata e che il progettista e ancor più il direttore lavori abbiano ben presenti i possibili problemi. Spesso il <b>danno da muffa</b> nasce in cantiere a causa di fretta, superficialità e cattiva messa in opera. L’attenzione del direttore dei lavori è fondamentale.</p>
<p>Se invece state per acquistare un immobile già costruito richiedete al venditore tutte le assicurazioni possibili, compresa eventualmente una <b>termografia IR</b>. Non fidatevi di ambienti appena imbiancati che vi vengono mostrati in piena estate (quando i <b>ponti termici</b> sono meno evidenti). Se avete dei sospetti fondati rinunciate all’acquisto e cercate altrove, vista la posta in gioco non vale la pena rischiare.</p>
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